STORIE

A Gaeta c’è una scuola che insegna respirazione e gestione emozionale

La professoressa Manuela Garau della scuola media Principe Amedeo di Gaeta racconta il progetto GDR Teatro delle Emozioni

Che cos’è quella cosa che tutti facciamo in automatico ma pochi sanno fare bene? Quella cosa che se la dai per scontato ti si ritorce contro e ti provoca dolori, se le dai importanza ti dona sollievo e guarigione?

Ma che cos’è? La respirazione!

Questa straordinaria forza, questo magico meccanismo che ci tiene in vita fin dal primo vagito. Il nostro migliore amico è l’ossigeno e imparare (anzi tornare) a respirare in maniera libera, naturale e consapevole porta a grandissimi giovamenti (scopri di più).

Locandina del progetto GDR Teatro delle Emozioni

La respirazione consapevole è stata al centro del progetto GDR Teatro delle Emozioni della scuola media Principe Amedeo di Gaeta, durante l’anno accademico 2022-2023, con risultati eccellenti. Ideatrice del progetto la Prof.ssa Manuela Garau, già nota alla città per numerose iniziative a sostegno dei giovani, che questa volta ha voluto al suo fianco un’equipe di professioniste nel campo del Coaching e della crescita personale.

Loro sono Sabrina De Luca, esperta in educazione neuro-emozionale, Fortuna Buonante, life coach e coach relazionale, e Miriam Jarrett, coach per l’autostima, esperta di meditazione e teatro. Ebbene sì, anche io, Miraja, ho avuto il piacere di far parte di questo bellissimo progetto, che non solo ha arricchito i ragazzi e le ragazze, ma anche me stessa.

Lo Staff Arcobaleno del progetto GDR Teatro delle Emozioni

Ho immaginato un innesto di figure professionali che potessero dare degli strumenti, ognuna con le proprie competenze, agli alunni e alle alunne della Principe Amedeo di Gaeta – spiega la Prof.ssa Garau io in primis conosco i benefici della crescita personale, per questo ho sempre saputo che avrebbe portato tantissimo anche ai più giovani.

Chi non conosce il settore potrebbe pensare che queste sono cose che facciamo in automatico. In realtà quando affondi le mani in pasta e passi all’azione ti rendi conto della straordinaria differenza tra prima e dopo”.

La professoressa Manuela Garau nel giorno dello spettacolo finale
© Fotografo Cosmo Di Schino

Sì, perché imparare a conoscere e gestire le proprie emozioni lenisce e previene numerosi disturbi: ansia, depressione, attacchi di panico, solitudine, insonnia, l’imboccare strade diverse da quella che si vuole davvero.

Il finale del percorso è stato stupefacente. Trasformare la teoria in pratica attraverso il teatro ha dato la possibilità agli alunni, che hanno partecipato in maniera massiccia, di affrontare le proprie paure e difficoltà, mettersi in gioco, crescere, diventare più consapevoli e forti.

Gli alunni della Principe Amedeo
© Fotografo Cosmo Di Schino

Dalla gestione emozionale alla respirazione, dall’autostima alle relazioni, dalla meditazione al linguaggio del corpo. Sono tantissimi gli argomenti affrontati durante l’anno, che ha portato a due spettacoli: uno natalizio sulle emozioni e i desideri dei ragazzi, uno finale intitolato “Le emozioni in un sogno”. Il bello è che sono stati i ragazzi/e a scrivere le proprie battute.

Abbiamo imparato tantissimo – continua Garauè stata una vera palestra. Ha conciso con un mio viaggio esistenziale, mi ha aiutato moltissimo. I risultati ottenuti dai giovani sono stati davvero positivi, ho visto ragazzi entrare in punta di piedi ed uscire a la testa alta.

Il sindaco Cristian Leccese
© Fotografo Cosmo Di Schino

Lo spettacolo finale è stato un momento conclusivo che ha riempito il cuore di tutti. Doverosi sono i ringraziamenti alla Dirigente Carla Cantelli che ha sempre supportato il progetto, la scuola tutta, i genitori, il sindaco Cristian Leccese e la Consigliera Gianna Conte per aver presenziato. Il grazie maggiore va alle mie Coach, vere professioniste del territorio gaetano, che hanno reso possibile tutto ciò”.

E noi siamo felici di aver concluso il nostro anno editoriale, come sempre a giugno per tornare in autunno, con il racconto di questo meraviglioso evento. I bambini e le bambine non sono il futuro, ma il nostro presente. Loro contano, perché ci hanno dato la possibilità di migliorare questo mondo ancora una volta. Noi in Desert Miraje ci crediamo davvero. Se non avete ancora letto il reportage sui bambini e le bambine del Centro Laila di Castelvolturno (CE) potete farlo qui.

Sono grata a questo straordinario anno, alla scuola, ai miei clienti, alle meravigliose opportunità che sono arrivate, al libro da poco pubblicato, alle mie collaboratrici, a voi che ci leggete ogni settimana. Soprattutto alla vita, che se in sintonia con noi, non smette mai di stupirci.

Buon miraggio

Miraja

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