BLOGQuello che le mamme non dicono

Quello che le mamme non dicono sul sonno: i figli dormono veramente?

Un numero che fa curiosità anche a chi non ha figli. ‘Ste creature alla fine ti fanno dormire sì o no? La domanda che fa sbattere la testa al muro a milioni di donne prima di avere figli. La nuova rubrica di Desert Miraje® contro gli stereotipi femminili della maternità esce ogni venerdì (o almeno ci provo). Che la mia testimonianza dia forza ma soprattutto consapevolezza a tutte le donne che la leggeranno

 

 

 

 

Credetemi, non so da dove partire. Diciamo che io con il sonno ho sempre avuto un rapporto particolare. Da neonata non dormivo mai, da adolescente sempre, da bambina odiavo prendere sonno perché avevo paura di svegliare mia madre. E da adulta ho sofferto di insonnia, prima di cambiare vita con quello che poi ho trasformato nella Formula della felicità.

Insomma, a 33 anni finalmente ero riuscita a instaurare un bellissimo rapporto di libertà col sonno. Un sonno libero da condizionamenti, libero da sveglie (grazie al mio lavoro di imprenditrice digitale, libero da orari, perché tanto potevo crollare alle 9 tanto andare a dormire all’alba, oppure appisolarmi alle 7 per svegliarmi con la vena creativa e scrivere il mio libro.

Poi sono rimasta incinta. E credetemi, ho continuato ad avere un bel rapporto col sonno anche in gravidanza. In fondo col mio lavoro potevo permettermi di fare sessioni coaching dal letto (con il logo per sfondo) e dormire quando volevo. Anche se mi svegliavo spesso, poi potevo riaddormentarmi. A chi dovevo dar conto? Di certo non a Bonnie e Clyde, perché dopo 8 anni con me ormai hanno preso le mie abitudini nelle loro cucce.

Insomma, ogni volta che parlavo con una mamma… anzi, ogni volta che qualcuno mi vedeva incinta, iniziava col dire: “Dormi mo’ perché poi non dormirai più“. E io puntualmente sorridevo con nonchalance e rispondevo: “Ma figurati, io ho un bellissimo rapporto di libertà col sonno. Non avrò problemi”. 

Purtroppo ero talmente fiera di me, per non dire speranzosa, che mi rifiutavo di sentire i tuoni rimbombare sopra la mia testa mentre pronunciavo queste parole. Allora mi chiederete: fammi capire, ‘ste creature alla fine dormono o no?

Da brava giornalista d’inchiesta prima di scrivere questo articolo ho fatto una ricerca per linkarvi studi e statistiche da fonti attendibili. Mai avrei immaginato che esistesse addirittura una “tabella delle ore di sonno da 0 a 12 anni“. E per quanto i pediatri specifichino che le cose possono variare da bambino a bambina, in realtà possono essere anche stravolte. Per quanto concerne questo articolo soffermiamoci sui neonati, che è meglio.

Ci sono bimb* che dormono 5 ore di fila e altri che sono svegli 5 ore di fila. E avere un neonato per 5 ore di fila sveglio che piange, si dimena e non sa perché si trova sulla Terra è davvero un bel guaio. Nel mio caso, Gabriel dormiva spesso e a un mese già sapeva distinguere il giorno dalla notte. Ma… era allergico al latte e dunque con l’allattamento urlava anche 15 ore al giorno. Poi crollava e dormiva 5 ore di fila. E grazie, eh.

Oggi ha 4 mesi, dorme tutta la notte, si sveglia tra le 6.30 e le 7.30. Ma… vuole ancora mangiare ogni 2-3 ore e all’alba inizia a ballare. Ormai dico così. Nel senso che si agita, e non riusciamo a capire il perché. Pancia? Diamoci le goccine. Denti? Mettiamo il gel. Regressione del sonno? Può darsi, ma è mai possibile che ce l’ha dalla nascita? Allora forse è fame? Magari si fa 20 ml e dorme di nuovo. Ciuccio? Puntualmente lo sputa. Capirete che è molto più complesso di quanto sembri.

Ci sono poi quelle mamme che… “mio figlio dorme tutta la notte“. Non ci credete. O meglio, bisognerebbe capire cosa intendono loro per “tutta la notte”. Per me ha sempre voluto dire 8 ore di fila e questo, ragazze mie, scordatevelo. Il neonato deve mangiare ogni 2-3 ore, ha bisogno di essere rassicurato per adattarsi al mondo, c’è il cambio pannolino altrimenti il sederino si farà un inferno.

“Ah vabbè, ma mio figlio dorme pure di giorno così”. Se è vero, non va poi così bene. Perché il neonato ha bisogno di interagire, di apprendere, di svilupparsi al livello motorio e neurologico. Alternando sonno veglia.

Ecco perché, ragazze mie, per quanto un neonato possa dormire sappiate che no, non dormirete mai più come prima. Ecco, aggiungerei proprio questo, “come prima”. Forse un giorno, ma Dio sa quando. L’unica cosa che potete fare, e ve lo consiglia una che soffre di circolazione alle gambe e di fibromialgia, state sul letto più che potete, soprattutto i primi tempi.

Ogni volta che riuscite sdraiatevi, alzate le gambe, appisolatevi. Al calar della sera abbassate le serrande e tenete fuori la luce, insegnate ai vostri figli* una buona routine del sonno in base anche alle vostre abitudini. E’ importante che piano piano iniziate a danzare insieme a vostro figlio/a perché esistete anche voi.

Per esempio io per insegnarlo a G verso le 18.30 siamo sempre a casa. Accendo la tv in sottofondo, lui gioca nella palestrina. Poi c’è il pigiama, la storia da leggere, la preghiera. Infine latte e canzoncina del cuore. Cantate loro canzoni che ascoltavate in gravidanza, e vi consiglio, che abbiano parole che volete infondere nel loro subconscio. (approfondisci con la meditazione).

Per il resto sperate. Pregate. E ricordatevi sempre questo: è una fase. Niente è più nero della mezzanotte.

 

 

Buon miraggio!

 

Miraja

 

 

 

 

 

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