Il covid ha salvato il mare: le storie incredibili di Terry

Era destinato ad essere ricoperto interamente dai rifiuti. Il mare dell’oasi felice, salvato circa 2 anni fa dal virus del Covid-19, oggi brilla di un blu cristallino ed è la casa di numerose specie in via d’estinzione

Sensuale e spumeggiante bagna la riva e modifica il suo andamento con maestosità. Le sue onde si infrangono emettendo un suono soave, la schiuma riflette i colori del cielo. Chi è il protagonista?

Non è un fiume, né un grande lago. È il mare dell’oasi felice che riesce a suscitare emozioni e a trasmettere serenità all’uomo e agli esseri viventi che lo abitano.

In foto, il signor Mare in una giornata d’inverno. Attribuzione: Pixabay.

Il gigante che ha invaso le nostre vite 2 anni fa, conosciuto come Covid-19, se ha stravolto da una parte la realtà a cui eravamo abituati, dall’altra ha ridato vita alla natura e in particolar modo alle acque del pianeta che ad oggi sono meno inquinate e nuovamente popolate da specie che rischiavano l’estinzione.

Le sue distese infatti da tempo non godevano di una purezza simile. La loro storia ha un inizio ben diverso.

In foto, il signor Mare alla luce del sole. Attribuzione: Pixabay.

Stavo cominciando ad affogare tra le innumerevoli bottiglie di plastica e i mozziconi di sigaretta, non mi sentivo più amato dall’essere umano che si stava privando da sé della mia bellezza e metteva a rischio il suo futuro incurante delle conseguenze delle proprie azioni – racconta il mare mentre raggiunge la riva e mi accarezza dolcemente i piedi – così mi ero arreso ed ero sempre tempestoso e turbinoso, il mio movimento rispecchiava perfettamente lo stato d’animo. Nonostante i difensori dell’ambiente allertassero il mondo sulla criticità della situazione, l’egoismo e l’indifferenza avevano comunque la meglio su di me e l’intero ecosistema marino.

Cos’è che ti ha donato di nuovo vita e colore? Gli ho chiesto, incredula e commossa dal suo racconto. “Paradossalmente la pandemia che all’umano ha tanto tolto, a me ha salvato. Gli isolamenti, le restrizioni sui viaggi e la quarantena hanno costretto le persone a non frequentare più gli spazi aperti se non per necessità e così, io e i miei amici pesci abbiamo cominciato a scontrarci sempre con meno rifiuti e sostanze inquinanti”.

In foto, il frutto dell’inquinamento umano sulle spiagge. Attribuzione: Pixabay.

Uno studio relativo all’anno 2020 in accordo con i risultati pubblicati di recente sulla rivista Science of the total Environment hanno dimostrato che la mappa globale mostra una notevole riduzione di gas nocivi come il biossido di azoto (dal 30% al 40% nelle sole prime due settimane).

Finalmente il mare ha ricominciato a danzare a ritmo delle onde sugli scogli e produce tante bollicine che fanno solletico. Sorrido anch’io, ridiamo felici insieme. Ma il sole sta calando e io lo devo salutare, anche se vorrei chiacchierare con lui ancora un po’. “A volte dagli eventi più tristi, come questo della pandemia – conclude il mare dell’oasi felicesi può ricavare un insegnamento concreto e si impara a valorizzare le meraviglie di cui siamo circondati”.

In foto, il signor Mare in una giornata calma e serena. Attribuzione: Pixabay.

Terry

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