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Svolta per le donne: arriva “il pillolo”, il contraccettivo per gli uomini

Ultimamente si è parlato molto del “pillolo”, il contraccettivo non ormonale per gli uomini. Ma in che modo funziona e quali sono le opinioni al riguardo dei giovani in età fertile? 

Lo chiamano “pillolo”, per via della solita e totalmente ingiustificata abitudine di declinare al maschile alcuni sostantivi che nell’immaginario comune sono di prerogativa femminile (come il famoso “mammo” al posto di “papà”).

Si tratta della pillola contraccettiva per gli uomini, ideata nel laboratorio di ricerca della Cornell University per mezzo dei finanziamenti della National Institutes of Health (Nih).

Secondo quanto si evince dalla pubblicazione dei risultati sulla rivista Nature Communications la pillola maschile ha superato le sperimentazioni sui topi e potrebbe presto prendere il posto dei contraccettivi classici o della vasectomia, attualmente gli unici due rimedi riservati agli uomini per prevenire gravidanze indesiderate.

Preservativi maschili

Per me è una misura inutile, sarebbero solo ormoni in più per gli uomini” afferma Michela, 24 anni, studentessa alla Sapienza di Roma.

In realtà è proprio qui l’innovazione: a differenza della pillola femminile, questo tipo di contraccettivo non va ad intaccare gli ormoni, bensì la proteina cellulare Adenilil Ciclasi solubile, responsabile del moto degli spermatozoi, che verrebbero, in tal modo, temporaneamente inibiti. Una comodità anche dal punto di vista logistico, quindi, dal momento che la pillola non dovrebbe essere assunta quotidianamente ma soltanto un’ora prima del rapporto sessuale.

Pillola anticoncezionale femminile

Sono molto favorevole perché porterebbe ad una ridistribuzione delle responsabilità all’interno del rapporto, troppo spesso esclusivamente a carico della donna” – così la pensa Alessia, 23 anni di Gaeta e ormai residente a Pisa per motivi di studio – “inoltre io sono un soggetto trombofilico e non posso assumere la pillola neanche per alleviare le sintomatologie mestruali; quindi, sarebbe un sollievo sapere che il mio partner può assumerla al posto mio. La paura più grande è legata al fatto che ci possa essere uno stigma verso qualcosa di totalmente sconosciuto”.

A confermare questa paura è la testimonianza di Fulvio, 23 anni, di Gaeta: “Se la mia partner fosse impossibilitata ad assumere la pillola, certamente la prenderei io, ma in situazioni normali eviterei, perché lei è più abituata di me.”

Il punto è tutto qui: storicamente parlando, la pillola l’hanno sempre assunta le donne e decostruire questa concezione (assieme a tante altre) non è facile. Eppure, da qualche parte bisogna iniziare.

Preservativi femminili

Sono favorevole perché è ingiusto che si dia per scontato che debba essere la persona provvista di utero a farsi carico della spesa ma anche delle conseguenze che la pillola può avere, che siano fisiche o psicologiche, come allo stesso modo è ingiusto che si supponga che debba essere quella provvista di pene a occuparsi esclusivamente dei preservativi” afferma Aurora, anche lei studentessa universitaria.

Ricordate? Un discorso analogo lo abbiamo fatto per quanto riguarda i pregiudizi sul ciclo femminile, il problema della tampon tax e la difficile strada da percorrere per l’introduzione del congedo mestruale.

Forse, il punto di tutta la questione sta nelle parole di Arianna, 22 anni: “Dato che la sperimentazione è partita dalle donne, probabilmente la maggior parte degli errori e degli avanzamenti della ricerca sono già stati affrontati sul loro corpo. Molto spesso la pillola comporta effetti collaterali, minori o maggiori che siano, e questi fino ad ora se li sono sempre sobbarcati le donne. Tutto questo non è giusto in termini di parità di genere: al di là del concetto di pillola, in generale la pratica contraccettiva dovrebbe essere presa in carico da entrambi i sessi”.

Ancora una volta, quindi, un lavoro di decostruzione di ciò che “è sempre stato così”, sicuramente non facile ma che vale la pena iniziare a fare.

Nel frattempo, date uno sguardo ai nostri servizi per prendervi cura di voi stesse e della vostra salute.

Irene Centola

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