N. 7: Questo mondo sì, lo possiamo salvare. Mettiamoci in viaggio

Una delle storie più belle che io abbia mai sentito. Un uomo, che ha dedicato una vita intera a salvare vite umane, animali, il pianeta. A spegnere incendi, a buttarsi nel fuoco, ad afferrare bambini lanciati da camion in condizioni disastrose. A raccogliere la vita, a provare a preservarla, e ora a passare tutta questa saggezza alle nuove generazioni. Un uomo con la “U” maiuscola che io sono onorata di aver intervistato. Leggete la storia di Aldo Baia, responsabile della Protezione Civile di Gaeta (LT) “La Fenice”, vi toccherà il cuore. E restate connessi nei prossimi giorni sui canali social di Desert Miraje™ dedicati all’inchiesta sull’ambiente. Magari vi ispirerà, oltre a dare numerosi spunti di riflessione e consigli per la prevenzione ambientale.

Che dire, è stata una settimana intensa. Intensa davvero, piena di emozioni nella pancia e meraviglie negli occhi. Sapete, credo che conveniate con me, la bellezza è fuori ma soprattutto dentro. Perché solo se ce l’abbiamo dentro, e se siamo capaci di vederla, potremo scorgerla anche fuori. Quando riusciamo a trovarla, anche solo per un istante, vuol dire che siamo sulla strada giusta. Che sia un sentiero di montagna, o a valle, sulla riva del mare o in mezzo agli alberi sotto la luna. La natura, c’è qualcosa di più bello?

Ecco perché io mi sento chiamata a preservarla. A fare il possibile per non sciuparla. Io voglio salvare questo pianeta, è la mia casa. E voi? Condividete questo sogno con me?

Se sì, uniamo le nostre forze. Partendo dai piccoli gesti: se fumi, non buttare la cicca a terra. Quella carta mettitela in tasca, la differenzi a casa. Al mare raccogli la bottiglia di plastica che galleggia nella spuma. Quando ti lavi i denti chiudi il rubinetto. Le lavatrici falle di sera. Spegni le luci se esci di casa. Se vedi un incendio, del fumo, non pensare “vabbè, saranno degli agricoltori a bruciare sterpaglia”, prendi il cellulare e chiama il 115. Non aspettare quel post sugli orsi magrissimi ai poli che rovistano nella spazzatura, o le immagini delle tartarughe soffocate dalle microplastiche. L’isola di plastica, nota come Pacific Trash Vortex, è più grande della Penisola iberica, più estesa della superficie degli Stati Uniti, le stime vanno da 700.000 km² fino a più di 10 milioni di km².

Questo mondo sì, lo possiamo salvare. Basta solo che ci mettiamo in viaggio e cominciamo. Che sia qui o là, lontano o vicino, a casa o altrove. Casa è dov’è il cuore e il mio cuore dice “pianeta”. Anche al centro del mare, perché siamo tutti sulla stessa barca. Tocca remare, ma forse non ne siamo capaci. Apriamo le vele, il vento saprà dove portarci.

Ecco allora che questo settimo numero del Magazine voglio dedicarlo al volontariato e all’ambiente. Sono così tante le cose che possiamo fare, noi che vogliamo farle non lasciamoci scoraggiare da pensieri e persone limitanti e depotenzianti.

E a voi, piromani, dico: che vi salta nella testa? Se proprio volete accendere qualcosa fatelo lì, nella vostra mente. Sapete, l’intelligenza arde, come la passione, e brucia tutte le cazzate. Scusate, quando ci vuole, ci vuole.

Buon miraggio

Miraja

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