Cara Miraja, “mi sento stupida a scriverti, l’argomento è strano e non ne ho mai parlato”

Cara Miraja,

mi sento stupida a scriverti. Non per te, ma perché l’argomento è strano e non ne ho mai parlato. Una volta mi hanno urlato per strada che ero una puttana. Era di sabato, avevo minigonna e tacchi. Mica per questo?? Sono stata malissimo, quando ti senti morire dentro e il mondo se ne frega, hai presente? Mai mi ero vergognata così.

Anonima

Cara Anonima,

hai fatto bene a parlarne, non immagini quanto. E’ bene tirare fuori quello che ci fa soffrire, in un modo o nell’altro. Sai, non è successo solo a te. Anche a me, per esempio, sono successe cose del genere, situazioni molto simili alla tua. Magari non indossavo neanche la minigonna, o forse sì. Ma che importa, il punto non è mai cosa indossiamo. O chi pensa la gente che siamo. Il punto è che nessuno, e ripeto nessuno, può permettersi di dire certe cose, di urlarle per strada. Questa è una molestia, è diffamazione, è una violenza. La colpa in questo caso esiste se ci sentiamo così male e non è la nostra. E’ la loro. E dovrebbero pagare per questo. Noi cosa possiamo fare? Provare compassione, per noi. E per loro. Riflettici, nel profondo del tuo cuore, non ti fa un po’ pena la persona che ti ha detto questa cosa? Pensa quanto sia inconsapevole e quanto di conseguenza debba odiarsi per questo. Resta come sei.

Buon miraggio,

Miraja


Cara Miraja,

sono una mamma giovanissima, la settimana scorsa ho letto la storia di Mary Trapani, la life coach. Quanto è difficile restare consapevoli quando si diventa madri! Il corpo che cambia, la vita che viene travolta. Forse a volte l’inconsapevolezza è una botta di adrenalina. Almeno per trovare la gioia di cambiare un pannolino mentre le tue amiche sono a divertirsi.

Patrizia

Cara Patrizia,

rivedo nella tua lettera un po’ della mia storia. Io però ero la figlia. Anche mia madre mi ha avuta quando era molto giovane e molte cose delle sue coetanee non ha potuto farle più. Molte rinunce, che negli anni mi sono state dette e ridette. Per scoprire da adulta che mia madre è profondamente grata della mia gravidanza inaspettata. Se ti posso dare un consiglio, fai sentire tua figlia/figlio fin da piccolo un miracolo. Perché non è altro che un miracolo, nonostante le apparenze. Ti abbraccio.

Buon miraggio,

Miraja



Cara Miraja,

leggo con piacere le tue “storie che arrivano alla pancia delle persone“. Complimenti! Mi emozionano molto. Non vedo l’ora di leggere qualche storia forte che riguarda gli uomini nel volontariato. Ne hai qualcuna in programma?

Angelo

Caro Angelo,

forse mi hai letto nel pensiero, perché presto ci sarà proprio quello che proponi nel Magazine! Non ti dico quando di preciso, ti dico solo che è in programmazione. Stay tuned, e continua a scrivermi. Magari un giorno potrei intervistare anche te…

Buon miraggio,

Miraja

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