STORIE

Gianna Conte tra scuola, comune e figlie “è difficile ma noi donne non ci fermiamo davanti a nulla”

Gianna Conte è docente, assessore e amministratrice della città di Gaeta: a noi ha raccontato il suo rapporto con gli alunni e le difficoltà che ha dovuto affrontare in quanto donna e madre

Dinamica, solare, disponibile. Umiltà, amicizia e rispetto sono i tre aggettivi in cui si identifica e si ritrova nel lavoro.

Gianna Conte è mamma, docente di Psicologia e Filosofia e assessore alle Politiche giovanili e Pubblica istruzione nella città di Gaeta (LT). Precedentemente consigliera presente della commissione cultura e assessore alla XVII comunità montana (Monti Aurunci), ha raccontato al Desert Miraje® Magazine le difficoltà e le soddisfazioni di una donna che vuole fare qualcosa nel suo lavoro per sé e per gli altri.

Gianna Conte in Comune

Soprattutto con la voglia di fare e costruire intorno a noi – spiega Gianna Conte con determinazione – sono cresciuta in Liguria, ho studiato qui a Gaeta e poi mi sono spostata in Toscana. Ho viaggiato molto per lavoro e studio, il che mi ha permesso di avere una veduta più ampia per portare qui ciò che avevo vissuto fuori, nel mio piccolo. Dall’Università di Firenze, facoltà Scienze della formazione, ho mantenuto un bellissimo rapporto con il mio relatore, il professor Staccioli, che stimo molto”.

Cresciuta in una caserma perché papà maresciallo dei Carabinieri, “non avendo i parenti vicini, trascorrevamo lì le feste. È uno dei ricordi più belli che ho. Forse da lì è nato il mio amore per le istituzioni. Uno degli ultimi progetti che ho portato avanti è quello sull’Autismo, vicino al mondo della scuola e a tutto ciò che ruota intorno allo studio e alla disabilità. Sono stata una docente di sostegno dal 2003 al 2020, e ci vogliono tanta formazione e tanto studio.

Il progetto sull’autismo promosso dal Comune di Gaeta

Ricordo ancora quando ho iniziato – continua, guardando il mare di fronte a noi dietro ai suoi occhiali – la mattina mi alzavo alle 4 ed entravo nella mia Seicento blu; pulivo il ghiaccio sul parabrezza, cartina alla mano e partivo. Mi facevo 350 km e tornavo. Lo racconto spesso alle mie alunne che a volte si scoraggiano. A vent’anni ho vinto il mio primo concorso, a ventisette sono passata di ruolo a Roma e tutti i giorni andavo e tornavo. Non mi pesava perché adoro viaggiare. Mi ha arricchito insegnare su vari gradi di scuola.”

Gianna è una docente molto apprezzata. Presente ovunque, sorridente, davanti ai bambini si abbassa sulle ginocchia e gli parla sotto voce. “Una parola che utilizzo molto con i miei alunni è empatia. Una volta chiesi loro quale fosse il loro sogno impossibile. Ne venne fuori qualcosa di straordinario – racconta e si commuove – ho alunni e alunne che mi chiamano e mi dicono che gli manco, mi ringraziano, e per me è una grande gioia. Questa è la soddisfazione di fare 200 km al giorno.”

Sempre in giro, tra scuola, comune e famiglia, come sarà la sua giornata tipo?

Ogni giorno diversa. A Nettuno, a scuola, vado due-tre volte alla settimana. Mi sveglio alle 6, alle 8 sono a Nettuno, ritorno a ora di pranzo e poi mi dedico alle attività del Comune. Trascorro il viaggio al telefono con Bluetooth, quello che riesco a fare lo faccio grazie a tutte le persone che lavorano con me. Provo ad essere presente a tutti gli eventi e cerco la sera di dedicarmi alle mie figlie, anche se è difficile perché sei esausta e non è tutto oro quello che luccica. Fare l’amministratore vuol dire anche risolvere tante problematiche”.

Gianna Conte, tra le cariche, ha quello delle Politiche giovanili. “I giovani in una città sono importantissimi: non a caso quest’anno Gaeta è stata proclamata Città dei giovani.”.

Gianna Conte durante la celebrazione di un matrimonio

Ha l’hobbie per la fotografia e ha a cuore la tematica femminile. “Quando fai la scelta di ricoprire un ruolo politico il sacrificio non è solo tuo, ma di tutta la famiglia. A volte più fai e più sei oggetto di critiche, soprattutto quando sei donna e ti metti in gioco. Ci vuole coraggio in questa società per essere donna, anche per essere casalinga. Ma noi siamo determinate. E non parlo solo delle lavoratrici, parlo anche delle non lavoratrici, che sono mamme e mogli.

Non posso che menzionare mia madre, che mi è sempre stata vicina. Anche lei è una donna, madre e nonna che non ha mai lavorato e si è sempre sacrificata per noi. La mia gratitudine per lei è infinita. Le donne – conclude Gianna – hanno coraggio, non si fermano davanti a nulla, vanno avanti, nonostante le difficoltà”.

Gianna Conte a scuola

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