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Il professor Erasmo Vaudo racconta il suo amore per l’arte e per il “Centro Storico Culturale” di Gaeta

Dagli studi all’Accademia di Belle Arti all’impegno presso il “Centro Storico Culturale” di Gaeta: un viaggio nei ricordi del professor Erasmo Vaudo

Nella mia famiglia non c’erano forti basi culturali, quindi ho studiato per conto mio. I miei avrebbero preferito che facessi “il capitano di lungo corso”, il marittimo. Io però mi sono imposto e loro lo hanno accettato. Non me ne sono mai pentito perché ancora oggi sono appassionato di queste cose. Mi dispiace solamente che nella nostra società l’arte venga considerata una questione da niente, così come la musica e lo studio del bello.”

A parlare è il professor Erasmo Vaudo: oggi responsabile legale e Presidente dell’Associazione Centro Storico Culturale di Gaeta che, con i suoi settantasette anni di ricordi, mi trascina indietro con lui nella storia, tanto che quasi mi sembra di averla davanti gli occhi.

Il prof. Erasmo Vaudo e Valentino, la mascotte della Biblioteca

Ma da dove deriva la sua passione per l’arte?

Mio padre era pescatore e mia madre una casalinga, a me invece piaceva insegnare. Ho avuto sempre, fin dall’infanzia, una grande passione per l’arte, per l’archeologia, per l’antichità e per la bellezza in generale. Ho anche pubblicato diversi studi di Storia dell’Arte riguardanti l’opera dei maggiori artisti gaetani, tra cui la prima monografia su Scipione Pulzone e altri contributi sull’attività artistica di Sebastiano Conca, i due maggiori pittori di Gaeta.

Di quadri non ne ho dipinti molti ma in Cattedrale sono conservate le due statue bronzee che ho realizzato nel 1984/1985 raffiguranti i Santi Patroni Erasmo e Marciano“.

Uno dei quadri dipinti dal prof. Erasmo Vaudo

Ancora oggi il professor Erasmo Vaudo dedica interamente il suo tempo libero alla cura del Centro Storico Culturale: nella sua “giornata tipo” si alza presto e va ad aprire la Biblioteca, dove resta tutto il giorno fino all’orario di chiusura delle 19.00. Lì si dedica alla catalogazione dei libri, si rende disponibile per chiunque voglia fare delle ricerche storiche e intrattiene con qualche chiacchiera e il sorriso sulla faccia tutti i giovani che si recano lì per studiare.

Mentre siamo seduti nella sede del Palazzo della Cultura, che oggi ospita la Biblioteca del Centro Storico Culturale e l’annesso Museo Archeologico Artistico e Storico, mi racconta di quando tutto questo ancora non era neanche stato pensato.

Ingresso al secondo piano del Palazzo della Cultura

Per ben cinquanta anni il Centro Storico Culturale ha lavorato con la Regione Lazio e il Comune di Gaeta per la realizzazione del Palazzo della Cultura: quella in cui ci troviamo oggi è l’ex caserma Cosenz, di epoca borbonica – mi spiega –Ma non è stata sempre questa la nostra sede”, ci tiene a specificare.

Il Centro Storico Culturale nasce infatti nel 1971 dalla volontà di un gruppo di cittadini gaetani con il Presidente Tommaso Magliozzi e col tempo diventa un centro di documentazione e di ricerca, situato presso il Palazzo Cardinal De Vio di Gaeta: era un circolo culturale molto attivo, in cui si svolgevano iniziative di vario tipo, quali convegni, presentazioni di libri e lavori di ricerca storica.

Il gatto Valentino nella Biblioteca del Centro Storico Culturale

In seguito, l’Associazione fu trasferita nel complesso dell’Annunziata dove rimase fino al 2015 quando fu inaugurato il Palazzo della Cultura lì vicino, che ad oggi ospita non solo la Biblioteca del Centro Storico Culturale ma anche quella comunale “Salvatore Mignano”, il Museo del Mare e la Fondazione Caboto.

La nostra struttura è riconosciuta dall’Organizzazione Museale Regionale e da quella Bibliotecaria: la Biblioteca è dotata di un patrimonio librario di ottomila volumi con opere che vanno dal ‘500 ai nostri tempi. Il Museo, invece, ospita opere pittoriche di Luca Giordano, Beinaschi, Sebastiano Conca e Giovanni da Gaeta, di proprietà dello Stato, del Comune e del Centro Storico Culturale.”

Valentino mentre studia con i ragazzi

Mentre ci troviamo lì, a farci compagnia c’è Valentino, la mascotte della Biblioteca: un gattone dal cuore grande tanto quanto la sua stazza che regala fusa a tutti coloro che passano di lì, anche solo per un saluto. “Ormai vengo qui anche la domenica per stare con Valentino – mi confessa Erasmo, sorridendo – anche perché è un gatto così pigro che sale solamente se qualcuno gli chiama l’ascensore!”.

Il Centro Storico Culturale, infatti, è aperto tutti i giorni: “Lo scorso anno abbiamo registrato più di ottomila presenze e la mia speranza è che sempre più giovani possano frequentare la nostra Biblioteca e dare una mano come volontari nell’Associazione.”

Quindi, se passate di lì, fateci un salto che, se vi va bene, Erasmo vi offre anche un bicchierino … ma solo se siete maggiorenni!

Un saluto da me e Valentino!

Irene Centola

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