Posta dal deserto: tra covid e diversità il miraggio delle emozioni

Cara Miraja,

ho la bella età che si ottiene moltiplicando 40×2 e ho la gioia di dilettarmi al personal computer da quando sono in casa a causa delle restrizioni anti contagio da Covid-19. Mia nipote mi ha fatto leggere la storia di quel ragazzo che si fa chiamare Mao e che mi ha commosso. Vorrei esprimergli solidarietà dicendo che molti dei disagi che lui già prova alla sua giovane età, sono gli stessi che possono riguardare tanti anziani, anche nel nostro territorio. Ma non è di questo che voglio parlarle e rubare un po’ del suo tempo. Mi preme sottoporle un quesito di natura generazionale. Perché nessuno dei media nazionali e locali prende a cuore le problematiche degli anziani? E’ vero che ormai la nostra vita l’abbiamo vissuta e bisogna fare largo ai giovani, ma noi potremmo ancora essere utili…trovando il modo giusto…PENSIAMOCI!  Grazie.

Nonno Carlino

Caro Nonno Carlino,

grazie per aver dedicato un po’ del tuo tempo a me! Ne sono onorata. Concordo con te e ti prometto che nelle prossime settimane arriverà anche qualche bella inchiesta sulle persone diversamente giovani. Le chiamo così perché non essere giovani all’anagrafe non vuol dire non essere giovani. E lei ne è la dimostrazione. La storia di Mao ha commosso migliaia di lettori, soprattutto me. Purtroppo i media, non tutti, sono generalmente orientati verso lo scoop e non verso ciò che si nasconde dietro le cose. Dicono che c’è la crisi e per questo non hanno soldi per affidare troppe inchieste ai giornalisti, né di comprarne dai freelance. Questa pandemia ha fatto il resto. Continui a leggere questo Magazine, farò del mio meglio per non deluderla.

Miraja


Cara Miraja,
un anno è ormai passato da quando è iniziata la pandemia e da allora non è cambiato quasi nulla: ancora chiusi in casa, ancora non ci si può abbracciare, ancora resta la paura di poter essere un pericolo per chi amiamo. Tra tante storie di persone che hanno vissuto la malattia, o che hanno perso il lavoro, io ancora una volta mi sento una privilegiata: non ho perso nessuno a me a caro, non ho contratto il virus e soprattutto non ho perso il lavoro. Leggo spesso in giro che tutto ciò che stiamo vivendo ci servirà per apprezzare ciò che avevamo e che davamo per scontato. Perdonami se pecco di presunzione, ma io non ne avevo bisogno. Sarà che di sofferenza ne ho già avuta tanta, ma ho sempre saputo quale fosse il valore delle cose e quali fossero le cose che di valore non ne avevano. E niente, il mio è stato solo un piccolo sfogo nella speranza di poter tornare a godere quanto prima di tutto ciò che, per me, ha sempre avuto un valore. Ti abbraccio.

Luna

Cara Luna,

che bello risentirti! Lo so, è estenuante questo periodo. E’ anche vero che, se da un lato ad alcuni di noi non porta niente di nuovo né niente di buono, dall’altro è un cambiamento e i cambiamenti cambiano sempre le cose. Nulla tornerà come prima, sta a noi scegliere se cogliere il lato migliore delle cose o quello peggiore. Legge di vita, purtroppo o per fortuna. Tu intanto, fatti forza! Per la stessa legge universale tutto cambia e presto cambierà anche questa situazione. Ti abbraccio anch’io.

Miraja


Cara Miraja,

sono una ragazza siciliana e ho trovato il tuo Magazine tramite una mia amica di Formia, che mi ha fatto leggere l’articolo sulla storia di Mao. Premetto che è la prima volta che scrivo a un giornale, volevo solo dirti che apprezzo questa tua mission di raccontare storie di gente comune. Tutti abbiamo qualcosa da raccontare, a volte le storie migliori sono quelle che non si raccontano. Tipo la mia, sembro una ragazza come tante, e forse lo sono. Mi sono laureata da poco e non riesco a trovare lavoro. Non so cosa fare, se dare la colpa al covid o prendermela con me stessa. Non lo so. Hai qualche consiglio?

Francy

Cara Francy,

mi fa piacere che tu abbia seguito il miraggio di Mao per arrivare qui! Ecco, se posso darti un consiglio è proprio questo: segui sempre i tuoi miraggi, i tuoi sogni, le tue intuizioni. Ti porteranno fuori da questo deserto che stiamo vivendo. L’ho fatto anch’io, non so dove mi porterà. Sicuramente in un posto più lontano.

Buon miraggio!

Miraja

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