N.17: nella vita non si può guarire da tutto, ma la vita è l’unica cura

Ci sono cose che non si possono spiegare. Ci sono malattie da cui non si può guarire e ostacoli che non si possono superare. Sicuramente non come immaginiamo di poter fare. Ci sono giorni difficili, impossibili, giorni da cui venire fuori sembra assurdo, un inferno, senza luce. Rinchiusi nelle nostre camere, tra le nostre ginocchia, a coprirci la testa dalle bombe del destino. Destino… ma se è tutto nelle nostre mani, che cosa vuol dire? Ci sono giorni senza cura. Perché “il male di vivere” di cui parlava Eugenio Montale non ha cura.

E poi ci sono persone che sanno prendere tutto questo e farci una pallina da tennis, lanciarla nel cielo e giocare con noi. Persone arrivate dal cielo, dal nulla, che sanno prenderci per mano e non lasciarci più. Persone capaci di curarci, persone che sanno prendersi cura di noi.

Queste persone esistono. Una di queste l’ha trovata Laura Miola, 31 anni e in carrozzina. Suo marito è arrivato nella sua vita quando aveva solo 12 anni, sebbene addosso ne sentiva molti di più, Per quei giorni di buio rinchiusa nel bagno a chiedere a Dio “perché non mi fai guarire?”. E poi è arrivato lui, Salvatore, “e sono guarita”, mi ha detto. Che la fa guardare il mondo da un punto di vista diverso, quello della gratitudine. E tutto cambia. Col suo piccolo Ferdinando, frutto del loro amore, “la gioia dell’anima”.

La carrozzina per Laura è “libertà”. La sua ancora di salvezza, quella corda che ha tirato su l’ancora dalla sabbia e l’ha lasciata veleggiare nel vento. Con suo marito, “il suo tutto”, quello che come un bambino le ha preso la mano per non lasciarla più. Laura è affetta dalla malattia di Charcot-Marie-Tooth, una neuropatia ereditaria nella quale i muscoli della parte inferiore delle gambe si indeboliscono e si riducono. Oggi è una nota Instagram influencer e ogni giorno ispira oltre 78.000 follower. Leggete la sua storia, se ancora non lo avete fatto altrove. Al Desert Miraje™ Magazine ha raccontato quanto è bella la sua vita. Quanto si sente fortunata, quanto è grata e qual è il segreto per essere felici.

E io sono grata a Laura e alle persone che ogni settimana ispirano questo giornale. Perché ispirano me, cresco ogni giorno anche grazie a loro. A ogni domanda che faccio, per i miei lettori e le mie lettrici, io ricevo una risposta. Una chiave che apre mille porte diverse, che portano a nuove domande. Perché la verità si cela in una domanda e mai in infinite risposte.

Grazie Laura. Grazie Rita, Dajana, Federica, Antonio, Giulia; grazie ai ragazz* della Clean Up Gaeta-Formia, grazie Sandra, Daniela, Luisa. Grazie al cagnolino Pippo, grazie Aldo, Simone, grazie alla cagnolina Flo, a Marco, Nunzia, Mary, Simone V., Paola, Mao. Grazie a voi e a tutte le persone che fino ad oggi ho intervistato per questo entusiasmante e motivazionale progetto. In ognuno di voi c’è un pezzo di me, in me custodisco un pezzo di voi: chi uno sguardo, chi una parola, chi un sorriso, una lacrima. E in voi ho lasciato un pezzo di me, perché grazie a voi io sono guarita. Anzi, guarisco ogni giorno. Perché ho scoperto che la vera cura è la vita stessa.

Buon miraggio!

Miraja

Giornalista del ventre

“Storie che arrivano alla pancia delle persone”

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