Laura Miola, Instagram influencer in carrozzina, “il segreto è essere grati, la fede è una ricchezza”

È stata inserita nella Top 5 Italian Family Influencer 2020. Una storia motivazionale come poche, d’ispirazione per oltre 78.000 follower. Laura ha trasformato il suo deserto in un’oasi meravigliosa, al Desert Miraje™ Magazine ha detto: “La carrozzina mi ha reso libera e guai a chi me la tocca”

Guardo sempre le cose belle che ci sono intorno a me, ecco perché sono un’appassionata della vita. Guardo quello che Dio, la vita mi ha dato e non quello che mi manca. La felicità dipende da noi, dal nostro essere grati per quello che abbiamo. Farne qualcosa di bellissimo ogni giorno, perché è nelle nostre mani, è bello che venga alla luce e che lo apprezziamo. Secondo me il segreto di tutto è essere grati”.

È cominciata con queste parole l’intervista del Desert Miraje™ Magazine a Laura Miola. In molti la conosceranno, in molti già la seguiranno perché nonostante la sua umiltà è una celebrità del web. Trentuno anni, di Minturno (LT), laureata in Scienze della comunicazione e comunicazione digitale, nella vita è Influencer di Positività su Instagram e delegata alle Politiche di Inclusione per il Comune della sua città. Una ragazza meravigliosa, felice, grata anche per la sua carrozzina che l’ha “resa libera e aiutata tantissimo, perché ora sostituisce le gambe e guai a chi” gliela “tocca”. Il suo profilo Ig, in cui si definisce “moglie, mamma, motivatrice e influencer di positività” è seguito da oltre 78.000 follower e l’ha fatta inserire nella Top 5 Italian Family Influencer 2020. Un traguardo molto importante per il mondo social.

Il pensiero di Laura sull’accettazione di se stess*

Una grande soddisfazione, non me lo aspettavo. Ho aperto il profilo Instagram per caso, nel 2011, quando caricavo le foto di quello che mangiavo e della pasta asciutta – racconta sorridente nella webcam su Google Meet – l’ho aperto anche per cercare persone in carrozzina, per prendere ispirazione da loro. Arrivare oggi a questo traguardo è stata una bella sorpresa. Instagram è una grande community, uno scambio continuo, c’è tanto affetto con i follower. Non è vero che i giovani di oggi non hanno valore”.

“La spinta è arrivata nel 2017, quando ho partecipato a Miss Mondo in sedia a rotelle, rappresentavo l’Italia. È stata un’esperienza unica, mi sono sentita una modella a tutti gli effetti, perché non ci trattavano come modelle di serie B. Una donna è bella sia in piedi che seduta, oltre gli stereotipi. Da lì mi hanno conosciuto più persone e il profilo è cresciuto. Quando l’ho aperto nel 2011 non potevo immaginare che sarei diventata io stessa d’ispirazione”.

Laura è nata con una neuropatia periferica congenita. Scoperta all’età di 3 anni e diagnosticata a 24, la Malattia di Charcot-Marie-Tooth comporta che i muscoli della parte inferiore delle gambe si indeboliscono e si riducono. Una malattia che pur essendo rara, rappresenta la più diffusa patologia neurologica ereditaria del sistema nervoso periferico, con un’incidenza di 1 caso ogni 2.500 persone. Tra i sintomi ci sono ridotta sensibilità al calore, al tatto o al dolore, debolezza e atrofia dei muscoli delle mani, dei piedi o dell’estremità inferiore delle gambe, ridotta capacità di movimento di mani e gambe, andatura anomala e difficoltà di deambulazione, con frequenti inciampi e cadute. (scopri di più sul sito dell’Osservatorio delle Malattie Rare).

Il 2017 è stato un anno incredibile, anche perché hanno scoperto la mia malattia – continua, la sua dolcezza è disarmante – mi seguiva il dottor Davide Pareyson da Milano, che ringrazio. Avevo 24 anni e quello fu il giorno più bello della mia vita. Scoprii che la mia malattia, nonostante fosse ereditaria, non l’avrei trasmessa ai miei figli, un giorno. Infatti 3 anni fa sono diventata mamma di Ferdinando, la gioia dell’anima mia”.

Laura, suo marito e loro figlio Ferdinando

Laura ha una vita stupenda, molto intensa. Il suo punto di forza è la sua famiglia, che ha costruito con il marito, conosciuto all’età di 12 anni quando lui ne aveva 15. Alla domanda “che cosa rappresenta per teLaura sorride, gli occhi brillano di più, e risponde: “Tutto. Siamo come due bambini, che si sono presi per mano e non si sono più lasciati”.

Dopo aver partecipato a Miss Mondo in sedia a rotelle, rappresentando l’Italia, Laura è diventata nota al grande pubblico. Ha partecipato a numerose trasmissioni, come Mamma in carrozzina, rilasciato interviste a giornali e programmi televisivi importanti, tra cui La Repubblica, La vita in diretta, Il Fatto Quotidiano. E ancora, Fanpage.it, Ohga, TV2000. Basta digitare il suo nome su Google perché appaia una lista lunghissima di tante belle cose. Desert Miraje™, progetto di comunicazione positiva e di storie motivazionali appena nato, è davvero molto grato a Laura per la sua disponibilità a raccontarsi ancora per nuovi lettori e lettrici. Una ragazza davvero speciale, intelligente, solare, allo stesso tempo semplice e alla mano.

Laura e suo marito nella loro cucina

E’ importante restare se stessi, sempre – spiega – anche su Instagram, bisogna avere qualcosa da dire. Andare oltre gli stereotipi, raccontare qualcosa. Perché nella vita c’è molto altro rispetto alla realtà che ci siamo costruiti nella testa. Nel Comune di Minturno siamo riusciti ad ottenere la Bandiera Lilla, (progetto nato con l’obiettivo di favorire il turismo da parte di persone con disabilità, ndr). Tanti sono i traguardi raggiunti in questi anni dal nostro Comune con il sindaco Gerardo Stefanelli, alcuni di questi sono le giostre inclusive e l’accesso alle spiagge libere per persone con disabilità”.

La società ci porta ad avere paura, qualunque cosa facciamo. Anche nel rapportarci al “diverso” e a considerarlo tale, solo perché è una persona con una diversità più spiccata della nostra (perché ovviamente siamo tutti diversi). Stiamo sempre lì a esaminare tutto, a pesare le parole. E poi scopriamo che non serve, perché se agiamo con il cuore, o meglio con la pancia non sbagliamo mai.

Laura in dolce attesa

Non si chiama diversa abilità – mi corregge gentilmente – è come dire se sei mora ‘sono diversamente bionda’. È come aver paura di usare la parola disabilità, o disabile. Un giro di parole che non fa bene a chi lo ascolta, è come prendere qualcosa con le pinze con la paura di far male. Il termine giusto approvato dall’Onu è ‘persone con disabilità’.

“Una volta in un ascensore una signora ha detto: ‘Fatela passare, povera ragazza sfortunata’. Non è assolutamente vero, io sono molto fortunata. Mentre una parola buona può avere un grande effetto sulle persone. Spesso su Instagram parlo anche di Dio. Metto sempre tutto nelle sue mani, la fede mi aiuta ogni giorno. In ogni cosa che faccio penso prima a lui. È difficile dirlo, ma io lo sento costantemente vicino. Anche nei momenti in cui mi sono sentita un po’ abbandonata, lui c’era, me lo ha fatto capire. Secondo me avere la fede è una ricchezza, perché ti permette di vedere le cose in maniera diversa, con gli occhi di Dio”.

Laura Miola

Sì, perché dietro ogni oasi di felicità c’è un grande deserto. E Laura ne ha attraversati parecchi, prima di arrivare qui. Prima di volare verso il miraggio, che l’ha portata qui. “All’età di 10-11 anni mi sentivo diversa, è stato un periodo buio. Mi chiudevo in bagno, pregavo ininterrottamente e piangevo. Chiedevo a Dio di farmi guarire, perché non ce la facevo a vivere così. Avevo paura di non poter camminare più. Poi a 12 anni ho incontrato mio marito e mi sono sentita guarita”.

Laura non ha mai subito episodi di bullismo e ha delle migliori amiche fin dai tempi delle scuole medie. “E’ importante far avvicinare le persone alla disabilità, soprattutto i bambini. È giusto avere curiosità. Una volta una bambina in un ristorante mi ha chiesto ‘perché tu sei in carrozzina?’. Non so come mi è venuto in mente, le ho risposto ‘l’hai mai vista la Sirenetta? Non ha le gambe per camminare, ha una bellissima coda. La mia carrozzina è un po’ così’. Abbiamo giocato per tutta la sera”.

Laura al mare con suo figlio al mare

Questo amore, questa gratitudine, questa semplicità nello spiegare le cose Laura riesce a trasmetterla anche su Instagram. Che se usato bene può essere un prezioso strumento, “una grande community. Ci sono commenti che non dimenticherò mai. Una ragazzina mi ha detto ‘avrei voluto tanto una mamma come te’. Cosa rispondi a una persona che ti scrive una cosa del genere? Ti riempie il cuore di gioia. Un’altra mi ha scritto ‘da grande vorrei essere come te’. Ti rendi conto che hai una grande responsabilità”.

Laura Miola è il perfetto esempio di chi inciampa e cade rialzandosi più forte, con il sorriso sulle labbra. Ché poi alla fine non conta neanche stare in piedi. Perché, come dice sul suo profilo Instagram, “non hai bisogno di correre se sai volare”.

Buon miraggio, Laura!

Miraja

Giornalista del ventre

“Storie che arrivano alla pancia delle persone”

 

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