Rita, “la mia raccolta poetica su coming out, abusi e malattie. E l’amore, che ha vinto su tutto”

Rita Nappi, 34 anni di Napoli, ha una storia che ne racchiude altre mille. Domenica 4 luglio 2021 alle ore 11:30 ci sarà la presentazione della raccolta poetica che racchiude tutto questo, “Agri Fogli”, pubblicata per deComporre Edizioni

La nostra è stata una lunga chiacchierata, non solo un’intervista, che mi ha fatto crescere davvero tanto. Tanto che io davvero, non so da dove cominciare.

Se si potesse descrivere il paesaggio fuori dalla finestra, quali sarebbero le parole giuste? E dietro, dietro la finestra, invece? Forse le parole giuste nessuno potrà mai trovarle. Non quando la sofferenza è tanta e continua, anche se si sa, le prove arrivano nella misura in cui possiamo sopportarle. Ogni ostacolo è un’opportunità per migliorare la nostra vita. Per condurci alla nostra missione di vita. Qual è la strada? Ce ne sono tante. Per lei è la poesia.

Lungomare Caboto Gaeta e raccolta poetica “I miei orizzonti di… versi”. Riproduzione riservata ©

Si chiama Rita Nappi, ha 34 anni ed è un vulcano. Il “Vesuvio”, mi correggo, dalla sua amata Napoli porta avanti il blog “Figlia del Vesuvio” . Laureanda in scienze della comunicazione, scrittrice, giornalista, organizzatrice di convegni e manifestazioni, impiegata amministrativa. E ancora attivista, combattente, prima donna proplayer e capitano in Europa per PES21. La “brigantessa”, così la chiamano. Ha manifestato contro la Terra dei Fuochi, ha rilasciato interviste in TV e radio estere. Ha vissuto a Milano e a Nizza, ha girato il suo mondo interiore ed è ancora viva. Domenica 4 luglio alle ore 11:30 presenterà la sua seconda raccolta poetica, “Agri Fogli” con deComporre Edizioni e il Desert Miraje™ Magazine ha ascoltato la sua storia con meraviglia e stupore: la presentazione avrà luogo sulla pagina Facebook di deComporre Edizioni e in quell’occasione dialogheranno con l’autrice Sandra Cervone, Alessandro Izzi e Max Condreas.

E’ un libro che rispecchia tanto di quello che c’è stato nella mia vita, di buono e cattivo – spiega in una calda serata di giugno, subito a suo agio in videochiamata su Google Meet – differisce dal precedente, ‘I miei orizzonti di… versi’, perché tocco diverse tematiche: l’amore, la speranza, quel senso di giustizia che cerchiamo di prenderci e non sempre arriva. Ma anche abuso, pedofilia, abbandono, la mia città, il senso di libertà. La malattia. In tre sezioni, buttate giù dall’anima, ‘Dell’amore’, ‘Lacci dal passato’ e ‘Rimanenze’, c’è il mio cuore”.

Rita Nappi e Sandra Cervone durante una lettura. Riproduzione riservata ©

Proprio così, perché Rita ha passato tutto questo e molto altro. Lo so, è sconvolgente. Ma vi assicuro che ancora più sconvolgente è il suo sorriso, l’amore che traspare dai suoi occhi e mi ha bucato la webcam del pc.

Non è facile ricordare le cose spiacevoli e io parecchie le avevo dimenticate – continua, con una forza da Wonder Woman (la chiamo così e ride, dice che in molti lo fanno) – ma grazie alla pratica terapeutica EMDR ho ricordato. È stato un incubo. Tra i 4 e i 6 anni, con un episodio a 13, ho subito degli abusi. Far venire fuori queste cose è stato un inferno, anche per quello che ha comportato dirlo alle persone intorno a me. È vero, sono arrabbiata, sto nera – ammette ridendo con dolcezza, come fa chi un po’ se la prende a pazienza, e molto perché sa che è più salutare – oggi mi chiedo come si possa arrivare a fare certe cose. Quelle persone a loro volta si portavano mostri dal passato”.

Primo cartello “No roghi tossici”, foto del 2012. Riproduzione riservata ©

Ci sono altre cose nella vita di Rita che l’hanno portata ad essere la grande guerriera che è: nata con la Tetralogia di Fallot, di ha scoperto un tumore alla tiroide, vinto e ormai sepolto, l’amore omosessuale, con un coming out terrificante e ad oggi una compagna che l’adora, 2 ischemie, sebbene sul suo corpo non ci sia traccia di queste. La leucemia, scoperta quando finalmente stava decollando la sua vita.

Sto aspettando un farmaco importante, poi voglio riprendere in mano la mia vita – afferma sicura, è una roccia – mi dicono che ho scarse probabilità di vivere, ma io non mi arrendo. Ne ho superate tante, supererò anche questa. Ho visto troppe volte la morte con gli occhi, la leucemia è forte, ma sai che ci vuole coraggio. In analisi ho messo ogni cosa al suo posto, e se è vero che fin dall’età di 8 anni tenevo pronto lo zainetto dell’Invicta per andare via, la vita mi ha riportato alle origini. Forse ho qualcosa dentro di me ancora da sistemare”.

Rita ospite di Radio Blue Star. Riproduzione riservata ©

Di certo tutto traspare da Rita tranne che difficoltà e traumi. È splendida, solare, intelligente, bellissima. Una donna capace di reggere il peso del mondo sulle spalle e dolcemente farlo scivolare verso nuovi orizzonti.

Ho intitolato la mia raccolta poetica Agri Fogli per una foto scattata dalla mia compagna in giardino, lei mi ha convinta a pubblicarla. Le devo tanto – continua – ho scelto gli agrifogli perché nascono ovunque, anche dal fango. Perché restano lì, nonostante tutto. Per l’introduzione ho scelto un verso di San Giuseppe Moscati, che recita: ‘Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio”.

Raccolta poetica “Agri Fogli”. Riproduzione riservata ©

Una citazione che sembra vivere apposta per Rita, che per la verità si è spaccata e ricomposta milioni di volte. “Ho fatto coming out a 18 anni, dopo aver partecipato al Pride internazionale di Roma. Contro ogni cosa ci andai, mi divertii tantissimo, è stato meraviglioso. Hai presente quando vai al parco giochi e dici ‘ah, finalmente libera’? Il giorno dopo fu il caos, che inaugurò un periodo bruttissimo della mia vita. Ma l’amore ha vinto su tutto. Alcuni siti mi hanno dato supporto, in particolare l’associazione dell’Arcilesbica”.

Nonostante siamo nel 2021 e ci dicono che la diversità ormai è considerata normalità, le donne lesbiche se la passano anche peggio degli uomini omosessuali. Perché oltre al gender gap, subiscono quello di orientamento sessuale. Per il biennio 2020-2021 l’Istat ha avviato un’indagine sulle discriminazioni lavorative nei confronti delle persone lgbt+.

Rita al Pride 2018. Riproduzione riservata ©

Ma per tutti i miraggi del deserto possibili e immaginabili, Rita sul lavoro ha sempre avuto tutte le porte spalancate. E nell’ambito artistico, perché ha vinto tantissimi premi di letteratura. Suo nonno era sempre pronto a fare il tifo per lei, dopo aver convinto il suo papà a comprarle la macchina da scrivere quando era piccola. “Anche a 70 anni mi disse ‘Fatti la tua vita e pensa a te’, mentre attaccava tutti i miei riconoscimenti alle pareti, avevamo un rapporto speciale – ricorda commossa – sono cresciuta nella fede, ho fatto diversi cammini spirituali. Ma al momento non ti nascondo la rabbia che ho”.

E lo dice ancora sorridendo. Perché come Giacobbe lottò con l’Angelo fino all’alba, quando vinse seppur distrutto, anche la rabbia ha la sua funzione nella nostra vita: ci dà la forza di ribellarci a una condizione e reagire, ci dà conferma della nostra fede nell’amore. Ci fa proseguire.

Menzione di merito “Albero Andronico”, foto del 2010. Riproduzione riservata ©

Sono grata al respiro, perché se rispiriamo siamo vivi. Il mio segreto dell’amore? Una spinta da dentro, che ho fin da quando ero bambina – risponde decisa –ovviamente anche la poesia, insieme a tutte le altre cose che amo e amo fare, il sorriso che viene naturale. Sai che ci vuole coraggio, non è semplice, ne ho avute tante ma non mi sono mai fermata. Nonostante le soste necessarie. Perché io spero sempre nel lieto fine”.

E io ti auguro il più bel lieto fine del mondo, Rita, con tutto il mio cuore. Perché donne come te, persone come te, non possono che essere felici. Non possono che giungere ad oasi meravigliose, prima o poi, altrimenti nessun deserto avrebbe senso. A grandi persone si richiedono grandi cose. E grandi cose, alla fine, verranno date.

Buon miraggio, Rita!

Miraja

Giornalista del ventre 

“Storie che arrivano alla pancia delle persone”

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