BLOGQuello che le mamme non dicono

8 marzo, “noi mamme dovremmo ricordare di essere anche donne”

Torna la rubrica dedicata alle maternità senza filtri né stereotipi nel giorno dell’8 marzo, anniversario di Desert Miraje® di 5 anni. Quello che le mamme non dicono sull’uscita dall’ospedale, l’altra faccia dalla medaglia che però ce la regala davvero.

Il giorno in cui io uscii dall’ospedale insieme a mio figlio e mio marito piangevo come una fontana. “Come farò? cosa farò? Come riuscirò a prendermi cura di tutto e tutti”? chiedevo disperata alla pediatra in uscita. “Ce la farai, come tutte noi. Siamo donne” si limitò a rispondere. Fredda, senza staccare gli occhi dalle carte che stava firmando. Le due giovani ostetriche presenti mi fissavano con compassione.

Ci ho messo molto tempo prima di elaborarlo. Più di due anni. Per i primi due anni, in pratica, ogni volta che nominavo quel momento oppure mi passava semplicemente per la testa, mi veniva da piangere.

C’è una premessa da fare: per ogni mamma è diverso. Ogni situazione è a sé, ogni figlio/a è a sé e fare paragoni è davvero stupido, dannoso e inutile. Perché tanto le difficoltà ce le abbiamo tutte, chi più chi meno, chi magari soffre in gravidanza, chi in post parto, chi quando crescono. (approfondisci la rubrica)

Essere mamma è la cosa più difficile al mondo e al contempo la più straordinaria, meravigliosa.

Oggi però non è il giorno in cui voglio raccontare la mia esperienza in ospedale, oggi è un giorno speciale. E’ l’8 marzo e Desert Miraje® compie 5 anni! Ma questa volta non voglio qui elencare i nostri successi (anche perché ci ha già pensato Instagram :), voglio piuttosto far capire che mentre cresceva il brand io passavo anche questo.

Perché non c’è cosa più triste della maschera stampata sui social in cui le madri sono perfette, felici e riescono tranquillamente a coordinare tutto come se avessero il controllo del mondo. Non è vero. Tutte affrontiamo le difficoltà e tutte facciamo del nostro meglio.

E’ questo che voglio dire a te che stai leggendo: se sei madre, o vorrai esserlo, fidati che c’è un momento preciso in cui ti rendi conto che sei una supereroina, proprio perché sei umana. Sei una donna. Quando tuo figlio/a ha due anni, sa parlare, camminare, salire le scale, abbracciare, mangiare, e pian piano diventare sempre più indipendente e tu devi ringraziare solo te. 

C’è un momento, all’improvviso, in cui apri gli occhi da questo sonno e dici: caspita, che cosa ho fatto! congratulandoti con te stessa. Aspetta paziente quel momento, perché ti ripagherà di tutte le fatiche.

E se sei stanca, approfitta di chi è affidabile e si rende disponibile a guardare il pupo. Rircodalo, sei prima di tutto una donna, una persona. Vai a farti allora una doccia, comprati quel mascara che volevi da tempo, vattene un giorno in piscina. Vai a passeggiare nella natura, comincia un nuovo hobby che magari potrai coltivare con tuo figlio/a, perché no?

E soprattutto: fonda sul tuo compagno-fidanzato-marito. Tuo figlio/a non ha solo una madre, ha anche un padre (quando ce l’ha, e te lo dice una figlia di ragazza madre). Fagli fare il padre e riprenditi in mano la tua vita.

Siamo donne, riusciamo a tenere in piedi figli, mariti, case, lavoro, suocere e perfino noi stesse. Siamo supereroine. Ma attenzione che gli altri non ne approfittino mai. 

Auguri a noi!

 

Buon miraggio

Miraja

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