Come far collaborare il partner (senza trasformarti in sua madre)
Secondo i dati ISTAT 2024, in Italia il 74% del lavoro domestico non retribuito ricade ancora sulle donne, anche quando lavorano. Cinque consigli per farlo collaborare e non semplicemente “aiutare”
Neanche hai aperto gli occhi e già le vedi: eccole, le infinite cose da fare. Il pranzo da preparare. L’aspirapolvere da passare. La montagna di panni da mettere a posto. Pure stamattina ti alzerai prima degli altri e dirai: “così mi anticipo”, finendo però la giornata più morta che viva.
Per quanto tempo ancora devi vivere così, quando affianco nel letto hai un partner che intanto dorme beatamente fin dopo la sveglia, solo per il privilegio di essere nato con il pene e non con la vagina?
Perché il lavoro domestico è ancora un problema (spoiler: non è colpa tua)
Secondo i dati ISTAT 2024, in Italia il 74% del lavoro domestico non retribuito ricade ancora sulle donne, anche quando lavorano quanto (o più) del partner. Non è una questione di “organizzazione femminile”, ma di abitudini culturali tramandate: alle donne il carico invisibile, agli uomini la “collaborazione occasionale”.
Sì, perché oggi come oggi il fatto che il tuo compagno-fidanzato-marito dia una mano sembra la manna dal cielo. L’Apocalisse. Il mar Rosso che si apre. “Wow, tuo marito ti aiuta? che bella cosa”. Ma de che? Perché dovrebbe aiutare a pulire una casa che è anche sua e che sporca quasi sicuramente più di te?
Sai, oggi ti svelo una cosa: non sei una maniaca del controllo se chiedi rispetto. Diventi maniaca del controllo se devi per forza fare tutto da sola e di tempo ne hai veramente poco. (leggi l’articolo per evitare di andare in ansia per questo)
Se il tuo partner mette a posto le sue cose, non è un soldatino. È un adulto funzionale.
Come far collaborare il partner (senza trasformarti in sua madre)
Te la faccio breve. Ecco alcuni consigli pratici, realistici e applicabili per cambiare questa situazione:
1. Smetti di “chiedere aiuto”
Non è aiuto. È corresponsabilità. Le parole creano la realtà: chi aiuta è opzionale, chi è responsabile no.
2. Dividi per competenze, non per “bravura”
Se lo fai “meglio tu”, continuerai a farlo solo tu. Accetta che venga fatto diversamente, non peggio.
3. Rendi visibile il carico invisibile
Pianificazione, liste, anticipare bisogni: tutto questo è lavoro. Nominarlo è il primo passo per dividerlo.
4. Non negoziare la tua stanchezza
Essere esausta non è una colpa né una debolezza. È un segnale che qualcosa va ricalibrato.
5. Ricorda: il rispetto si allena
Un uomo che partecipa alla vita domestica non perde virilità. Guadagna una compagna, e saluta sua madre. Che molto probabilmente lo ha cresciuto permettendogli di lasciare i calzini per terra.
Parti da qui
Quando una donna smette di reggere tutto da sola, non crolla la famiglia. Crolla un sistema vecchio, sessista, antiquato e ingiusto. E da lì può nascere qualcosa di molto più sano.
Se non sai da dove partire, vieni a una mia lezione nel Tempio della rinascita femminile, ci incontriamo una volta a settimana e il primo incontro è gratuito (clicca qui per prenotare il tuo posto alla prossima lezione). Ti aspetto.

Miraja

